giovedì 16 ottobre 2014

Chi critica gli aspiranti scrittori mi ha rotto il cazzo



Approfitto di questo giorno libero e della mia temperatura corporea a 35.4, per scrivere questo post. Fermo restando che non sono uno scrittore affermato, e che non so cosa voglia fare nella vita (forse lo capirò in punto di morte), fermo restando che questo è solo il mio punto di vista: In passato ho partecipato a concorsi letterari, quelli dove vincevi le pergamente e le duecentomilalire. Ne facevo parecchi, era diventato un lavoro. Mi guardavo i bandi, leggevo i nomi dei giurati, cercavo di scoprire il testo vincitore della precedente edizione e ci facevo un remake. Era un lavoro. Poi mi arrivarono le proposte di pubblicazione in antologia, 30 milalire per una poesia. E un paio di volta lo feci anche. Perchè non avevo parenti scrittori affermati, non facevo parte del giro degli amici della domenica, ero fuori da tutto. Mi avevano intortato. Era così che funzionava nell'editoria. Ero (e sono) una persona nata in una città di provincia e che cazzo ne sapevamo di come giravano le cose?



E quindi rispondo a te. A te che disprezzi: Le presentazioni di merda nei bar di paese con la prima fila composta da cugini e la seconda dagli zii e la terza dagli amici; i titoli del cazzo che scimmiottano i grandi capolavori; il fatto che si dichiarino “scrittori” anche quando si sono pubblicati da soli (hai speso duemila euro e non venderai mezza copia, idiota!); i continui appelli su facebook a comprare un romanzo di seicento pagine che racconta le gesta della regina di Fregnagon, un mondo incantato abitato da fate e gnomi che trombano tutto il tempo perché tu, aspirante scrittore, non hai una fottuta idea narrativa; i concorsi letterari per sfigati che premiano con una targa e cinquanta euro in buoni pasto; il fatto che si prendano maledettamente sul serio e credano di essere tanti piccoli Hemingway incompresi; le loro virgole tra soggetto e predicato (ma imparate a scrivere!); i loro amici o compagni che se ne escono con quelle frasi del cazzo tipo “guarda che è bellissimo, dovresti leggerlo prima di giudicare”; i romanzi fantasy: piaga dell’universo; i romanzi erotici: martellate sui coglioni; i libri di poesia, diosanto, i libri di poesia; le epigrafi in latino per darsi un tono; quelli che nella sezione lavoro di facebook mettono “scrittore” presso “me stesso”.



Credo che dall'alto del tuo piedistallo di merda debba avere più rispetto nei confronti di chi crede in una passione, che per colpa di questa passione commette degli errori ingenui magari. Che tu ti sia rotto il cazzo di queste cose poco importa al mondo letterario di cui fai parte. Poco importa a me. Così poco importerà a te, se ti scriverò che invece mi piacciono le presentazioni di merda nei bar di paese con la prima fila composta da cugini e la seconda dagli zii e la terza dagli amici, non le vedo molto dissimili dalle presentazioni delle grandi città con amici (solitamente scrittori) che sorseggiano del vino e masticano patatine in orario apericena; mi piacciono i titoli del cazzo che scimmiottano i grandi capolavori, perché almeno sanno di "omaggi" invece che essere sempre fottutamente originali ad ogni costo; mi piace il fatto che si dichiarino “scrittori” anche quando si sono pubblicati da soli, perché impareranno a loro spese che non ne è valsa la pena e magari, invece di attaccare chi vuole comprarsi le copie, abbi il coraggio di “denunciare” chi alimenta questo giro di affari; mi piacciono i continui appelli su facebook a comprare un romanzo di seicento pagine che racconta le gesta della regina di Fregnagon, un mondo incantato abitato da fate e gnomi che trombano tutto il tempo perché lui, l'aspirante scrittore, non ha una fottuta idea narrativa, ma a dfferenza di te si fa i cazzi suoi e scrive di fantasia senza romperti i coglioni; mi piacciono i concorsi letterari per sfigati che premiano con una targa e cinquanta euro in buoni pasto, perchè alla fine è tutto un bel vedere di persone mediocri che tentano di uscire dalla loro depressione, e questo è commovente, ma tu cosa ne sai? Tu conosci le regole del gioco, vero? Adoro anche il fatto che questi scrittori si prendano maledettamente sul serio e credano di essere tanti piccoli Hemingway incompresi, perché magari così riusciranno a vivere sereni; mi piacciono le loro virgole tra soggetto e predicato (perchè tanto l'importante è che arrivi il concetto, siamo nel 2014!); e trovo teneri i loro amici o compagni che se ne escono con quelle frasi del cazzo tipo “guarda che è bellissimo, dovresti leggerlo prima di giudicare”; non ho nulla contro i romanzi fantasy, che reputi come piaga dell’universo; i romanzi erotici che reputi martellate sui coglioni, evidentemente perchè hai letto quelli sbagliati; amo i libri di poesia, a differenza di te; e mi piacciono le epigrafi in latino; e soprattutto adoro quelli che nella sezione lavoro di facebook mettono “scrittore” presso “me stesso”. Lo trovo bellissimo. Lo scrivono anche le escort e i gigolò.


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